Nel brulicante vermicaio delle umane passioni, dove meschinità, invidia, dispetto sono le connotazioni “spirituali” di omuncoli presuntuosi e arroganti, la cui vita si dipana tra i sordidi meandri  simili a quelli trafficati dai topi di chiavica, può capitare anche la grande fortuna di imbattersi  in uomini degni della propria specie. Uomini il cui limpido sguardo spazia oltre gli angusti limiti di una misera e scontata quotidianità e si figge sui propri simili, alla ricerca di valori e di intelletti che travalicano le brutture dell’ homo homini lupus e che vanno ad incrementare il patrimonio culturale e lo spirito fine degli eletti. Sono questi ultimi coloro che, nel miserevole scenario delle più riposte ambizioni dei mentecatti della cultura, mala mente orgogliosi di un qualche ridicolo libercolo di poche pagine arrangiate alla meglio e orribilmente noiose, con grande sagacia e acume psicologico, vanno ad individuare non tanto il genio o l’eroe o anche il guerriero, quanto l’uomo di mondo, il brillante viveur capace di tenere allegre e vive le brigate di amici, di riempire le strade e i vicoli di una città delle più matte risate la cui eco rimane forse per sempre a risuonare nelle notti d’estate al chiaror della luna. Un verso, una poesia, un divertente racconto, un appassionato e vivo romanzo nutrito al fuoco della polemica, dell’invettiva, del grido ingiurioso rivolto alla plebaglia degli accademici d’accatto o al piccolo delinquente rigonfio della propria congenita stupidità, il graffio di un rigo che lascia segnacoli di sangue sulla pelle squamosa di rettili dalla coda mozza, sono i fulgidi fantasmi del sapiente nulla letterario che appaiono, evanescenti e imprendibili, misconosciuti e offesi, all’amico sorridente e complice di cotanto salutare uso della frusta.

 

Da gran lasso di tempo avvertivo l’esortazione costante dell’amico Primiano Pegoli, noto  e giovane dottore commercialista di Lesina, ad impegnarmi per la creazione di un mostruoso sito internet dal quale, a guisa di novello Savonarola, avrei potuto ululare la rabbia e la disapprovazione rivolte agli accattoni della politica e  ai falsi profeti di nebulotici  e nebulosi programmi di rinnovamento e di avanzamento del consorzio umano, a bisonti e a nanerottoli ignoranti e presuntuosi soliti ad incedere, superbi e arroganti, tra la folla dei comuni mortali, inconsapevoli e ignari, però, di sotterranee risatine di scherno e malevolenza e maldicenze di varia natura e sostanza. 

Nel panorama asfittico di una irrefrenabile deriva culturale, vera e assoluta disgrazia per i viventi di quest’epoca di trapasso, di confusione  e di scadimento di quei valori e di quelle categorie che un tempo costituivano le turrite mura protettrici della società umana, si fa pressante la necessità della lotta senza quartiere alla mistificazione ed alla involuzione culturale che ormai trabocca da ogni parte  e da ogni angolo della Terra.

Basta un po’ di “zapping” televisivo per capire a quale livello di balordaggine e di disinformazione siamo sottoposti nel corso delle ventiquattr’ore dai servitori del potere tout court, dai guitti prezzolati delle varie ribalte, che più che far ridere fanno piangere e che intanto svolgono il loro mortale ruolo di assopimento delle coscienze, di allontanamento delle masse dalla conoscenza e consapevolezza dei veri e tremendi pericoli  che oggi corre l’uomo navigatore dell’astronave Terra. Che per alcuni tremendi minuti ha oscillato pericolosamente nel cosmo, segnalando a noi, invisibili battèrii, una possibile, prossima “fine del mondo”.

Nella parte centrale della mia opera poetica, intitolata “Il Viaggio” e poi in quella titolata “Millennium” ho tentato di dipingere un quadro realistico dei pericoli e dei tremendi supplizi a cui va incontro l’Homo Sapiens: che troverà forse salvezza nella conquista del Cosmo dando vita ad altra progenie, a quella dell’ “Homo Cosmicus “, così come è forse già avvenuto in inimmaginabili tempi di un remoto passato.

 

Questo sito sarà in perenne allestimento, “in tumultuante ondeggiare, in perenne divenire”, in sintonia con un indistruttibile slancio romantico procreatore di sacri furori poetici che io, novello Vate Italico, cercherò di accendere nelle anime nobili d’ogni paese e d’ogni continente.

 

Nell’opera immane ispiratami dal citato dott. Primiano Pegoli, lungimirante e fiducioso paladino nella potenza dell’abbrivio che lo spirito umano può avviare facendo leva sui più nobili sentimenti, sarò, per alcun tempo, affiancato e aiutato tecnicamente dal grande amico Leonardo Biscotti, infaticabile e provetto manipolatore delle segrete vie virtuali. Eterna sarà, quindi, la gratitudine da parte mia e da parte dell’intero genere umano, verso questi due eroi dell’era informatica ai quali, nei secoli e millenni avvenire sarà tributata alta e solenne riconoscenza.

Mi corre l’obbligo di citare e ringraziare anche l’ottimo amico Nicola Giagnorio, funzionario del CRM di Lesina, che circa dieci anni or sono mi impartì i primi rudimenti informatici relativi all’uso del PC.

Parallelamente rivolgo il mio grato pensiero al Mago Nicola Giornetta, quasi diuturna presenza al mio fianco da circa tre anni per la risoluzione di scabrosi problemi relativi al corretto uso del computer. Sono codeste figure amicali, rara preziosità umana di questo nostro ribollente magma temporale, che io lancio nel Cosmo quale testimonianza di fede nella razionalità e nel soccorrevole amore per il prossimo.

Di me, umile artigiano della grammatica italiana, non resterà forse memoria nonostante la titanica impresa che mi vedrà quindi oscuro e ignorato eroe del terzo millennio !

 

                 Rino de Rienzo

 

 

 

In Lesina, nell’anno del Signore 2005,

mercoledì 19 gennaio.